Le Relazioni

Per la sua intima natura il Mediterraneo è sempre stato crocevia, punto privilegiato di incontro e di relazione. Vito Teti riassume efficacemente questo concetto sottolineando come "una pluralità di punti di vista, di voci, di documenti, il dialogo e la polifonia, alla fine si sono rivelati fondamentali per dare conto di un melting pot alimentare, di un crogiolo di esperienze e di saperi, di fusione di storie e tradizioni, di mescolanze di prodotti, di cibi, sapori, odori, colori". Senza la dimensione delle relazioni non si spiegano né il Mediterraneo né la sua cucina. Come afferma Teti le due consuete domande rituali poste ai figli dalle madri calabresi ("hai mangiato?" e "con chi mangi?") esprimono la natura del bene portato alle loro creature. "l'aver mangiato è conferma di stare bene, l'aver mangiato insieme a qualcuno è conferma che non si è soli, e ciò dà sicurezza e tranquillità". Nel Mediterraneo mangiare è mangiare con qualcuno. "Dividere il pane o il cibo significava fondare o rendere sacre unioni, legami, rapporti"(Vito Teti). Un ulteriore tratto costitutivo dei regimi alimentari tradizionali - che contribuisce a rendere ancora più rotondo il concetto di relazione cui abbiamo accennato - è dato "dal rapporto parsimonioso ed equilibrato tra l'uomo, l'ambiente e gli alimenti". Segnata dalla fatica e dalle ristrettezze, la vita quotidiana della quasi totalità degli abitanti del bacino del Mediterraneo è stata per secoli contrassegnata dall'esigenza di un'attenzione meticolosa agli equilibri naturali, quale prezioso elemento di garanzia e continuità per il futuro.

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