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ELISIR DI LUNGA VITA

Aggiornato il: 20 feb 2018

30 Gennaio 2017


La Dieta mediterranea non nutre solo il corpo, ma anche il cervello. Ne rallenta l’invecchiamento.


E’quanto emerge da un recente studio dell'università di Edimburgo, pubblicato sulla rivista Neurology, dal quale si è visto che negli anziani che la seguono il cervello si restringe meno rispetto a chi aveva un tipo di alimentazione diversa. Secondo un'altra ricerca dell’Istituto di neuroscienze del Cnr e dall’Università di Padova, avrebbe anche effetti positivi sulle malattie neurodegenerative, metaboliche e cardiovascolari.


La dieta salva-neuroni. Frutta, verdura, olio d'oliva, legumi e cereali, un moderato consumo di pesce, formaggio, vino, poca carne rossa e pollame: sono gli alimenti protagonisti della dieta mediterranea, ma cosa c’entrano con il cervello degli anziani? ''Quando invecchiamo, il cervello si restringe e perdiamo cellule cerebrali: tutto ciò influisce sulla memoria e l'apprendimento - commenta Michelle Luciano, coordinatrice dello studio dell’Università di Edimburgo.  - La nostra ricerca aggiunge un altro tassello ai tanti che indicano l'impatto positivo della dieta mediterranea sulla salute cerebrale''.


Il volume del cervello. I ricercatori hanno raccolto le informazioni sulle abitudini alimentari di 967 persone sane di circa 70 anni. A 562 di loro hanno fatto una risonanza magnetica a 73 anni per misurare il volume del cervello, della materia grigia e lo spessore della corteccia, che è lo strato più esterno. Dopo 3 anni a 401 di loro hanno fatto una seconda risonanza magnetica, per valutare l'impatto della dieta mediterranea. Si è così visto che chi non l'aveva adottata aveva subito la perdita maggiore di volume del cervello rispetto a chi invece l'aveva seguita bene: una differenza dello 0,5% nel volume cerebrale, pari alla metà di quello che si ha con il normale invecchiamento. ''E' possibile che altri componenti della dieta mediterranea abbiano questo impatto o la loro combinazione presi tutti insieme” conclude Luciano. “Il nostro studio evidenzia come la dieta dia una protezione di lunga durata al cervello''.


L’impatto sulla qualità di vita. Ma la dieta mediterranea può avere un impatto positivo anche su altri aspetti della vita degli anziani. Per la prima volta una ricerca condotta dall’Istituto di neuroscienze del Cnr e dall’Università di Padova e pubblicata sull’American Journal of Clinical Nutrition ha dimostrato che ha effetti positivi anche sulla qualità di vita e sui parametri connessi, come disabilità, presenza di dolore, depressione. Lo studio ha preso in considerazione 4.470 americani con un’età media di 61 anni. “È la prima volta che in uno studio di questo genere vengono prese a campione popolazioni con regimi dietetici lontani da quello mediterraneo e con una prevalenza di malattie cardiovascolari e metaboliche più elevata rispetto a quelle del Vecchio Continente” spiega Stefania Maggi della Sezione invecchiamento dell’In-Cnr.

I benefici dei cibi anti-ossidanti. I ricercatori hanno constatato che i soggetti che seguivano questo stile alimentare avevano una migliore qualità di vita: “In particolare una minore prevalenza di disabilità e depressione (circa il 30% in meno) - prosegue la ricercatrice dell’In-Cnr. - I benefici che abbiamo osservato nei soggetti esaminati sono legati all’abbondante consumo di frutta, verdura, cereali, noci, olio d’oliva, alla moderata assunzione di vino, in particolare rosso, di pesce e pollo e a una bassa assunzione di uova e carni rosse; insomma, a uno stile alimentare riconducibile alla dieta mediterranea. Un tipo di alimentazione che ha un ruolo anti-ossidante e anti-infiammatorio, con una conseguente ricaduta positiva sulla qualità di vita”.


Una protezione per gli anziani. La ricerca sostiene che questo tipo di alimentazione è importante non solo per la prevenzione di malattie ad alto impatto sociale, ma anche per migliorare la qualità di vita delle persone anziane. "La dieta mediterranea protegge la popolazione anziana dall’infarto, riducendo il rischio di circa un terzo, dalla demenza e da altre malattie ad alto impatto sociale come il diabete", conclude Maggi. “Sono ovviamente necessari altri studi per confermare questi risultati, ma i dati ottenuti sono rilevanti perché indicano come una dieta sana abbia un impatto positivo sulla vita quotidiana delle persone”.

[fonte: www.repubblica .it]


#DietaMediterranea #Salute #Longevità #Anziani

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