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LE MALATTIE METABOLICHE

Aggiornato il: 29 gen 2018

29 Maggio 2017

COMUNICATO STAMPA

(s.c.) Le più recenti ricerche scientifiche sulla composizione chimica della dieta mediterranea e i sui suoi effetti benefici nella prevenzione delle malattie metaboliche, come diabete ed obesità, sono al centro del convegno organizzato dalla Fondazione Edmund Mach, nell'ambito del 12° Festival dell'Economia, in programma venerdì 2 giugno, alle ore 15.30, nella sala di rappresentanza della Regione a Trento.  Introdotto dal presidente Andrea Segrè, il convegno vedrà intervenire illustri esperti internazionali come Kieran Tuohy, responsabile del Dipartimento qualità alimentare e nutrizione FEM, e i due ricercatori israeliani, esperti di nutrizione, Elliot Berry della Hebrew University di Gerusalemme e Iris Shai della Ben-Gurion University of Negev di Tel Aviv.

Il tema sarà analizzato secondo l'approccio scientifico One Health che FEM ha abbracciato tra le prime istituzioni in Italia: la salute unica e globale che coinvolge esseri umani, animali e ambiente in una interazione virtuosa di conoscenza, innovazione e gestione delle risorse che a sua volta contempera la sostenibilità dei processi produttivi. In quest’ottica è risaputo, perché molte ricerche lo hanno dimostrato, che la dieta mediterranea, caratterizzata dalla presenza abbondante di alimenti di origine vegetale, se associata a una regolare attività fisica, è ottimale per la salute umana. In aggiunta a ciò, la piramide alimentare mediterranea è anche più sostenibile per l’ambiente rispetto ad altri regimi dietetici.

“Quando si parla di Dieta Mediterranea, patrimonio Unesco, in realtà bisognerebbe riferirsi all'etimo originario della parola stessa che deriva dal greco “diaita” ovvero stile di vita - anticipa il presidente della Fondazione Mach, Andrea Segrè -. Allargando la visione oltre al cibo, dobbiamo dunque pensare ad uno stile "medio" (radice di mediterraneo): senza eccessi, basato sull'equilibrio psico-fisico e sulla sostenibilità economica e ambientale”. “La ‘dieta media’ – evidenzia Segrè - va dunque oltre la connotazione geografica: a ragione possiamo parlare di ‘piramide universale della dieta mediterranea’ inserendo alla base della stessa la convivialità, le relazioni, l’attività fisica, l’educazione, le tradizioni, la stagionalità, la riduzione degli sprechi. Questa è quella che ho definito la nostra ‘dieta media’, vale per tutti e ovunque”.

Elliot Berry si concentrerà sull’impatto economico e sulla sostenibilità ambientale dei diversi sistemi alimentari, soffermandosi anche sulle relazioni tra dieta e stress quotidiano. Iris Shai spiegherà invece come è possibile testare l’efficacia dei regimi alimentari sul rischio di malattie croniche, presentando il “Polyphenol basket study”, una ricerca innovativa avviata in collaborazione con la Fondazione Mach, che punta a verificare le proprietà benefiche di prodotti ad alto contenuto di polifenoli. Kieran Tuohy chiuderà il confronto con un intervento sul microbiota intestinale e sul suo stretto collegamento con il sistema immunitario, il metabolismo e il funzionamento cerebrale. Alla Fondazione Mach infatti si studia il rapporto tra alimenti e salute, in particolare l’effetto degli alimenti sul microbiota intestinale, sul metabolismo e sulla salute fisiologica, mediante modelli di fermentazione in vitro che simulano l’intestino crasso e mediante studi umani di intervento sulla dieta.

[fonte: www.fmach. it ]


#DietaMediterranea #Salute

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